Vitamina significa vitale per la
vita, da vital -amines definizione coniata nel 1912 da Casmir Funk
messo di fronte ad una gruppo di composti a base di azoto (da cui
"amines"). Oggi sappiamo che non tutte le vitamine
contengono azoto e definiamo vitamina ogni sostanza che:
1) pur
essendo di origine organica non rientri nelle categorie di
carboidrati, proteine, grassi
2) sia un normale componente della
dieta
3) sia essenziale in quantità minime
4) in assenza
della quale l'organismo dia sintomi di carenza
5) non sia
sintetizzata in quantità sufficienti dall'organismo
Con la numerosa famiglia delle vitamine B si apre il capitolo
delle vitamine idrosolubili contrapposte alle liposolubili (A, D, E,
K) di cui abbiamo parlato fin ora. Iniziamo con la tiamina, o
vitamina B1 che è nota agli studiosi a partire dal 1911. In
verità in quegli anni non si parlava ancora con precisione di
vitamina B1 né si conosceva la sua struttura molecolare
(scoperta nel 1936) ma si sapeva che una particolare sostanza
derivata dal riso aveva la facoltà di alleviare alcuni sintomi
clinici del beri-beri quali anoressia, neuriti, paralisi ed edema.
Oggi gli scienziati sanno dirci molto di più: la struttura (o
meglio le strutture) della vitamina B1 ben note così come le
funzioni e i processi metabolici a cui partecipa.
La tiamina può
avere strutture chimiche differenti su cui sorvoleremo per non
annoiare il lettore e può essere di origine naturale o
sintetica. Qualunque sia la sua origine e struttura chimica
"iniziale, a livello intestinale, grazie all'azione di enzimi
specifici, viene trasformata i tiamina libera. La tiamina viene
assorbita per diffusione a livello dell'apparato digerente e poi
trasportata a organi e tessuti da globuli rossi e plasma. Fegato
cuore e reni sono gli organi più ricchi di vitamina B1. I
processi di lavorazione che trasformano gli ingredienti originari in
cibo industriale danneggiano la tiamina e ne riducono i quantitativi,
per questo motivo i mangimi sono appositamente integrati in modo tale
che non siano carenti di tiamina. Vi sono poi sostanze (naturali o
artificiali) la cui azione contrasta quella della vitamina B1:
possono mutarne la forma rendendola inutilizzabile, tra questi
ricordiamo i tannini e l'enzima tiaminasi. La tiaminasi viene
distrutta dalla cottura, i cibi cotti o industriali non rappresentano
pertanto un problema, chi invece sceglie di alimentare il proprio
cane con cibi crudi deve tenere a mente che pesci e gamberi sono
ricchi di tiaminasi.
La dose minima consigliata dall'AAFCO
(American Association of Feed Control Officials) per animali adulti
in mantenimento è di 1 mg per kg di materia secca (29
microgrammi per 100 Kcal). Il quantitativo massimo consentito dalla
stessa associazione è di 5mg per kg di materia secca (129
microgrammi per 100 Kcal) mentre la CVMA (Canadian Veterinary Medical
Association) sconsiglia di superare le 1000 mg per Kg di materia
secca (28571 microgrammi per 100 Kcal).
Per conoscere i
quantitativi di vitamina A necessari per KG di peso dobbiamo invece
rifarci alla tabella messa a punto dal National Research Council che
consiglia nei cani adulti 20 microgrammi di vitamina B1 per Kg di
peso dell'animale e 0.94 mg per kg di materia secca, un dosaggio
inferiore di quello stabilito dagli altri due enti.
Una carenza di vitamina B1 è rara ma i suoi sintomi possono
essere anoressia, stanchezza, debolezza muscolare, disturbi
neurologici, paresi, brachicardia, ipertrofia cardiaca, nervosismo.
La tiamina non si conserva nell'organismo e deve essere ingerita
giornalmente.
Un eccesso può invece causare aritmie
respiratorie, brachicardia, abbassamento della pressione sanguigna.
Normalmente la vitamina B1 in eccesso è secreta nelle urine.
Gli alimenti più ricchi di tiamina sono i cereali integrali, il fegato e, in minor misura, le carni in genere. La vitamina B1 è prsente nel polline nella soia e in altri legumi e in broccoli e nocciole. Come accennato precedente si tratta di una sostanza molto sensibile al deterioramento causato da cottura o, esposizione all'aria e alla luce, lunghi periodi di stoccaggio. Sulfamidici, antibiotici, problemi renali e diete ricche di carboidrati possono richiedere un aumento della dose giornaliera necessaria.
La vitamina B2 o riboflavina è il cofattore di alcuni cofattori enzimatici chiamati "flavine" che sono a loro volta dei coenzimi che partecipano alle attività legate al metabolismo. La struttora chimica della riboflavina la rende parzialmente insolubile in acqua, sensibile a in situazioni acide e basiche e alla luce ma resistente al calore. Per essere assorbita dall'organismo la riboflavina deve essere idrolizzata e questo avviene nel primo tratto dell'apparato gastroenterico. La riboflavina passa poi al sangue e gli eccessi vengono eliminati dai reni. La vitamina B2 aiuta a prevenire i problemi oculari, a mantenere in salute pelle,pelo e sistema immunitario e contribuisce alla stabilità emotiva del cane (partecipa al metabolismo del triptofano). E' utile in gravidanza. In caso l'animale sia sottoposto a terapie antitumorali è bene valutare con il veterinario se integrare o meno la riboflavina in quanto può interferire con l'azione dei farmaci usati a questo scopo.
La dose minima consigliata dall'AAFCO (American Association of
Feed Control Officials) per animali adulti in mantenimento è
di 2.2 mg per kg di materia secca (63 microgrammi per 100 Kcal). * E'
stato recentemente ipotizzato un fabbisogno effettivo superiore del
20-30% di quello stabilito dalla AAFCO. Il quantitativo massimo
consentito dalla stessa associazione non è definito. La CVMA
(Canadian Veterinary Medical Association) sconsiglia di superare i 44
mg per Kg di materia secca (1,257 microgrammi per 100 Kcal).
Per
conoscere i quantitativi di vitamina A necessari per KG di peso
dobbiamo invece rifarci alla tabella messa a punto dal National
Research Council che consiglia nei cani adulti 50 microgrammi di
vitamina B2 per Kg di peso dell'animale e 2.36 mg per kg di materia
secca, un dosaggio inferiore di quello stabilito dagli altri due
enti.
La veterinaria Jane Birks, nel suo libro, "Natural
Care for a Healthy, Happy Dog. The Complete Guide to Nutrition and
Health" suggerisce un'integrazione quotidiana di 50-100 mg di
vitamina B2 meglio se combinata con latre vitamine del complesso B2
(parlatene con il vostro veterinario). Secondo la Birks
l'integrazione di vitamina B2 è particolarmente utile nei
periodi di stress, di lavoro intenso, in gravidanza o nel caso
l'animale si affetto da malattie croniche.
E' raro trovarsi di fronte ad una carenza di vitamina B2 ma i sintomi di un'eventuale mancanza di riboflavina sono: dermatiti, perdita di peso, anoressia, vomito, brachicardia, eritemi, cataratta, debolezza, crescita ritardata, congiuntivite, lesioni corneali, problemi neurologici e difficoltà riproduttive. La vitamina B2 non viene conservata dall'organismo ed è quindi vitale provvedere ad un suo apporto quotidiano. Non sono noti dati sulla tossicità della riboflavina: suoi eccessi non sembrano portare conseguenze.
Gli alimenti più ricchi di riboflavina sono i latticini, le frattaglie, le carni, le uova, il pesce, il lievito di birra, il polline, le noci, i broccoli, l'avocado e le verdure a foglia verde. sono i cereali integrali, il fegato e, in minor misura, le carni in genere. La vitamina B2 non è sensibile al calore ma è deteriorabile dalla luce.
La vitamina B3 o è altrimenti detta niacina ma si tratta di una definizione imprecisa: raggruppa infatti due sostanze l'acido nicotinico e il nicotinamide. Come tutte le vitamine del gruppo B è idrosolubile. L'acido nicotinico fu isolato nel 1867 ma la sua attività e funzione furono note e spiegate solo nel 1937 esaminando il caso di alcuni cani affetti da pellagra. Gli animali si nutrivano di una dieta povera di niacina: fino ad allora si pensava che a causare la pellagra fosse una carenza di triptofano ma i ricercatori riuscirono ad individuare legami tra il metabolismo di quest'ultimo e la niacina, una carenza di niacina può alterare il metabolismo del triptofano. Come nel caso della vitamina B2, la B3 è un cofattore indispensabile a diverse reazioni biochimiche che avvengono nel corpo dei nostri amici a quattro zampe. La vitamina B3 è inoltre importante per gli ormoni( cortisolo, tiroxina e ormoni sessuali), per il sistema nervoso e la circolazione. La vitamina B3 funziona da proenergetico, aiuta il sistema nervoso (può essere un ausilio nel trattamento s di problemi comportamentali) e stimola la guarigione delle ferite delle mucose buccali. Fonti di niacina nei cibi sono il NADH e il NADPH che possono essere liberi o legati ad altre sostanze. Da NADH a NADPH, a livello dell'intestino, si ottengono per idrolisi l'acido nicotinico e il nicotinamide che vengono assorbiti sempre a livello intestinale e passati poi ai tessuti. La niacina può essere ricavata anche dal triptofano. La niacina in eccesso viene eliminata a livello renale.
La dose minima consigliata dall'AAFCO (American Association of
Feed Control Officials) per animali adulti in mantenimento è
di 11.4 mg per kg di materia secca (326 microgrammi per 100 Kcal). Il
quantitativo massimo consentito dalla stessa associazione non è
definito.
Per conoscere i quantitativi di vitamina B3 necessari
per KG di peso dobbiamo invece rifarci alla tabella messa a punto dal
National Research Council che consiglia nei cani adulti 225
microgrammi di vitamina B3 per Kg di peso dell'animale e 10.61 mg per
kg di materia secca, un dosaggio inferiore di quello stabilito
dall'AAFCO.
La niacina è una vitamina piuttosto stabile ma può essere danneggiata dai processi di lavorazione del cibo, dalla cottura, dall'acqua e dalla contemporanea somministrazione di sulfamidici. Diete povere di vitamina B3 e di triptofano provocano quattro sintomi principali (i quattro sintomi della pellagra): dermatite, diarrea, demenza e morte. A questi sintomi possiamo aggiungere crescita ritardata, anoressia, problemi respiratori cronici, tremori, ulcere del palato molle e delle mucose buccali, necrosi della lingua. La niacina non è nota per una particolare tossicità, al contrario, ma un eccesso di vitamina B3 può causare sangue nelle feci, convulsioni e prurito. La veterinaria Jane Birks (vedi bibliografia) raccomanda di chiedere al veterinario prima di intraprendere un'integrazione di niacina (che non deve mai eccedere i 100mg al giorno) nel caso ci si trovi di fronte a animali affetti da diabete, glaucoma, problemi epatici o in gravidanza. La dottoressa Birks sconsiglia la somministrazione di niacina ai cani di razza dalmata: potrebbe portare ad un aumento della produzione dell'acido urico (i dalmata hanno problemi in questo senso).
Alimenti ricchi di niacina sono i lieviti, la carne di manzo, il pesce, il formaggio e i latticini, i broccoli, le patate, i pomodori, le frattaglie, i cereali, i legumi e gli oli di semi. E' possibile acquistare NAD e NADPH sotto forma di pastiglie.
La vitamina B5 (Acido Pantotenico, Calcio Pantotenato, Pantenolo)
La vitamina B5 è chiamata anche acido pantotenico,
calcio pantotenato o pantenolo nomi questi ultimi, che derivano dal
greco "pantos" ossia che si trova ovunque. L'acido
pantotenico presente nei cibi è spesso legato al coenzima A,
uno dei coenzimi più important,i o a proteine trasportatrici
di acile. La vitamina B5 si libera dal coenzima A e dalle proteine a
livello intestinale mediante idrolisi. L'acido pantotnico interviene
nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati e nella sintesi del
colesterolo e dei trigliceridi. La vitamina B5 può essere resa
inutilizzabile dal caldo, dai processi di lavorazione e conservazione
e dalla somministrazione di sulfamidici. E' difficile indicare un
quantitativo giornaliero "necessario": l'ammontare della
vitamina B5 necessario è in relazione all'età
dell'animale e al tipo di mangime utilizzato. Cuccioli in crescita,
alimentati con cibo iperproteico sembrano necessitare di quantitativi
di acido pantotenico minori che nell'adulto, viceversa, una dieta
ricca di grassi.
La dose minima consigliata dall'AAFCO (American
Association of Feed Control Officials) per animali adulti in
mantenimento è di 10 mg per kg di materia secca (290
microgrammi per 100 Kcal). Il quantitativo massimo consentito dalla
stessa associazione non è definito ma possiamo ritrovarlo
nelle tabelle della CVMA (Canadian Veterinary Medical Association) ed
è pari a 2000mg per kg di materia secca (57143 microgrammi per
100 Kcal).
Per conoscere i quantitativi di vitamina B6 necessari
per Kg di peso dobbiamo invece rifarci alla tabella messa a punto dal
National Research Council che consiglia nei cani adulti 400
microgrammi di vitamina B5 per Kg di peso dell'animale e 7 mg per kg
di materia secca, un dosaggio leggermente inferiore a quello
stabilito dall'AAFCO.
La carenza di acido pantotenico può produrre sintomi
multiformi: appetito irregolare con perdita di peso, ritardi nella
crescita, accumulo di grassi nel fegato, stanchezza, irritabilità
e calo degli anticorpi La vitamina B5 sembra avere un ruolo nella
resistenza allo "stress" ed essere di particolare rilevanza
per il sistema immunitario che supporta nel caso di infezioni e
allergie. Non esistono dati sulla tossicità dell'acido
pantotenico: un eccesso non sembra portare a particolari conseguenze,
fatta eccezione, in alcuni casi, per malesseri gastrici. La vitamina
B5 viene di norma aggiunta (in genere sotto forma di calcio
pantotenato) agli alimenti industriali per contrastarne la perdita
durante i processi di lavorazione.
Molti alimenti contengono acido
pantotenico, tra i più ricchi ricordiamo la carne
(specialmente cuore e fegato), germe di grano, farina integrale,
riso, pollo, verdure a foglia verde, erba medica (nota anche come
alfalfa o medicago sativa), pesce, lievito e polline. La
veterinaria Jane Birks (vedi bibliografia) raccomanda un'integrazione
quotidiana di acido pantotenico di circa 50-100 mg (in un cane di
circa 20kg) accompagnata dalle alte vitamine del complesso B.
La vitamina B6 (Piridossina)
La vitamina B6 è chiamata anche piridossina ed è biologicamente attiva sotto forma di due coenzimi che prendono parte a numerosi processi metabolici. La piridossina partecipa al metabolismo degli aminoacidi, dei lipidi ed del glicogeno, è importante per un corretto funzionamento del sistema nervoso (sintesi dei neurotrasmettitori) ed è coinvolta nei processi di vasodilatazione attraverso la produzione di istamina. La vitamina B6 partecipa alla sintesi di taurina, carnitina e niacina. La piridossina non viene "stoccata" nell'organismo, gli eccessi sono escreti, per questo motivo è necessario garantire quotidianamente dosaggi adeguati di piridossima.
La dose minima consigliata dall'AAFCO (American Association of
Feed Control Officials) per animali adulti in mantenimento è
di 1 mg per kg di materia secca (29 microgrammi per 100 Kcal). Il
quantitativo massimo consentito dalla stessa associazione non è
definito ma possiamo ritrovarlo nelle tabelle della CVMA (Canadian
Veterinary Medical Association) ed è pari a 50mg per kg di
materia secca (1429 microgrammi per 100 Kcal).
Per conoscere i
quantitativi di vitamina B6 necessari per Kg di peso dobbiamo invece
rifarci alla tabella messa a punto dal National Research Council che
consiglia nei cani adulti 22 microgrammi di vitamina B6 per Kg di
peso dell'animale e 1.04 mg per kg di materia secca, un dosaggio
leggermente superiore di quello stabilito dall'AAFCO.
Una deficienza di piridossina può portare a ritardi nella crescita, debolezza muscolare, convulsioni, irritabilità, anemia, anoressia, perdita di peso, congiuntivite e danni renali. La tossicità della piridossina è bassa tuttavia, in caso di eccessi, possono verificarsi atassia, debolezza muscolare e problemi di equilibrio. La vitamina B6 è presente in quasi tutti gli alimenti ma in particolar modo nei cereali integrali, nella verdura, nelle frattaglie, nel lievito di birra, nel polline, nelle uova e nella frutta secca. La piridossina è una vitamina piuttosto labile messa a dura prove dal calore e da lunghi periodi di confezionamento. La veterinaria Jane Birks (vedi bibliografia) raccomanda un'integrazione quotidiana di niacina di circa 50-100 mg (in un cane di circa 20kg) accompagnata dalle alte vitamine del complesso B. Jane Birks suggerisce inoltre la vitamina B6 (insieme a tutto il complesso B) nel trattamento di problemi comportamentali, nei disordini neurologici, nel caso di dermatiti, artrite, diabete e problemi comportamentali.
Hand, Thatcher, Remillard, Roudebush et al. "Small Animal Clinical Nutrition 4th Edition". Mark Morris Institute.
Jane Birks DVM, "Natural Care for a Healthy, Happy Dog. The Complete Guide to Nutrition and Health", 1999, Penguin.
