Vitamina significa vitale per la
vita, da vital -amines definizione coniata nel 1912 da Casmir Funk
messo di fronte ad una gruppo di composti a base di azoto (da cui
"amines"). Oggi sappiamo che non tutte le vitamine
contengono azoto e definiamo vitamina ogni sostanza che:
1) pur
essendo di origine organica non rientri nelle categorie di
carboidrati, proteine, grassi
2) sia un normale componente della
dieta
3) sia essenziale in quantità minime
4) in assenza
della quale l'organismo dia sintomi di carenza
5) non sia
sintetizzata in quantità sufficienti dall'organismo
La vitamina A, o
retinolo, è una vitamina liposolubile che serve per la
differenziazione delle cellule epiteliali, la spermatogenesi, la
regolazione dello sviluppo osseo, il sistema immunitario ed è
una componente della rodospsina e della iodospina proteine che
interessano i processi della visione. La dose minima consigliata
dall'AAFCO (American Association of Feed Control Officials) per
animali adulti in mantenimento è di 5.000 IU per kg di materia
secca (143 IU per 100 Kcal). Il quantitativo massimo consentito dalla
stessa associazione è di 250.000 IU per kg di materia secca
(7.143 IU per 100 Kcal) mentre la CVMA (Canadian Veterinary Medical
Association) sconsiglia di superare le 37.100 IU per Kg di materia
secca (1.060 IU per 100 Kcal).
Per conoscere i quantitativi di
vitamina A necessari per KG di peso dobbiamo invece rifarci alla
tabella messa a punto dal National Research Council che consiglia nei
cani adulti 75 IU di vitamina A per Kg di peso dell'animale e 3.538
IU per kg di materia secca, un dosaggio inferiore di quello stabilito
dagli altri due enti.
Una carenza di vitamina A può provocare: anoressia, crescita ritardata, pelo opaco, debolezza, cecità notturna, secchezza delle congiuntive, aumento della pressione del liquido cerebrospinale, nefrite, calo della fertilità, malformazioni scheletriche.
Un eccesso di vitamina A può portare a: anoressia, crescita ritardata, malformazioni ossee e rottura delle ossa lunghe, perdita di peso, problemi cutanei e renali, anomalie congenite, calo dei globuli rossi, aumento del tempo di coagulazione.
Gli oli di pesce sono eccellenti fonti di vitamina A che troviamo anche nei latticini nelle uova, nel fegato e nelle carote (contengono ß-carotene che si trasforma in vitamina A attraverso processi biochimici).
La vitamina D è
una delle vitamine più "parlate" in cinofilia. Mi
spiego meglio: si sentono spesso proprietari e allevatori che in
buona fede integrano le porzioni giornaliere dei loro cuccioli in
crescita con vitamina D, fanno bene? Vediamo di fare
chiarezza.
Esistono due forme di vitamina D, una di origine
vegetale e una di origine animale che si chiamano rispettivamente
colecalciferolo (vit D3) e ergocalciferolo (vit D2). Gli animali
producono la vitamina D3 tramite la pelle e ingeriscono la vitamina
D2 attraverso l'alimentazione e la assorbono a livello intestinale.
La vitamina di D2 viene "attivata" dai raggi ultravioletti
e cioè dalla luce solare, per questo motivo la vitamina D è
anche chiamata la "vitamina del sole". La vitamina D
appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili e tende ad
accumularsi in tessuti contenenti grasso (tessuti adiposi, reni,
fegato, cuore, aorta, polmoni
). Il compito della vitamina D è
regolare i livelli di calcio e fosforo nel sangue e di conseguenza è
importante nella formazione del tessuto osseo e per il corretto
funzionamento di muscoli e sistema nervoso. Il fabbisogno giornaliero
di vitamina D dipende dall'età del soggetto, dalle quantità
di calcio e fosforo presenti nelle razioni alimentari,
dall'esposizione alla luce solare e, si sospetta, anche da razza e
sesso. Fonti di vitamina D sono gli oli di pesce, il pesce, i tuorli
d'uovo,il fegato e, in minor misura, carni e latticini.
La
carenza di vitamina D può causare rachitismo nei cuccioli e
osteomalacia e osteoporosi negli adulti. In caso di carenza di
vitamina D i livelli di calcio e fosforo nel sangue risultano
anomali, il paratormone può risultare elevato e si può
avere ipocalcemia e paresi degli arti (soprattutto i posteriori). Al
contrario un eccesso di vitamina D può portare alla
calcificazione dei tessuti e alla morte. Ai nostri giorni carenze e
eccessi di vitamina D sono piuttosto rari dal momento che i cibi
confezionati sono abbondantemente integrati con vitamina D, ogni
ulteriore integrazione è da discutere con il proprio
veterinario.
La dose minima consigliata dall'AAFCO (American
Association of Feed Control Officials) per animali adulti in
mantenimento è di 500 IU per kg di materia secca (14.3 IU per
100 Kcal). Il quantitativo massimo consentito dalla stessa
associazione è di 5.000 IU per kg di materia secca (143 IU per
100 Kcal) mentre la CVMA (Canadian Veterinary Medical Association)
sconsiglia di superare le 4.000 IU per Kg di materia secca (114 IU
per 100 Kcal).
Per conoscere i quantitativi di vitamina D
necessari per KG di peso dobbiamo invece rifarci alla tabella messa a
punto dal National Research Council che consiglia nei cani adulti 8
IU di vitamina D per Kg di peso dell'animale e 377 IU per kg di
materia secca, un dosaggio inferiore di quello stabilito dagli altri
due enti.
La vitamina E
è altrimenti detta tocoferolo. Non è difficile vederla
listata tra gli ingredienti dei mangimi e spesso si legge persino
"mangime conservato con vitamina E": la vitamina E immessa
nei cibi industriali ha spesso il duplice compito di impedire
l'ossidazione dei grassi presenti nel mangime e di rappresentare un'
integrazione vitaminica per il cane ma
cominciamo dall'inizio.
L'attività antiossidante della vitamina E è stata
scoperta un po' per caso: nei cibi conservati con antiossidanti
artificiali (BHA, BHT, etossichina
) i livelli di tocoferolo
rimanevano tali da non causare sintomi da deficienza da vitamina E:
questo ha fatto nascere il sospetto che la vitamina E avesse appunto
un ruolo da antiossidante. L'ipotesi,poi confermata veritiera
attraverso ulteriori studi, ha portato ha conoscere il grande pregio
della vitamina E: in parole molto povere la vitamina E protegge le
cellule dai danni che i radicali liberi potrebbero provocare e, in
particolare, impedisce l'ossidazione delle membrane cellulari, gli
antiossidanti sintetici non sono in grado di svolgere lo stesso
compito. La vitamina E esiste in otto isomeri: 4 tocoferoli
(denominati alfa, beta, gamma e delta) e quattro tocotrienoli
(denominati alfa, beta, gamma e delta), i tocoferoli sono più
importanti dei tocotrienoli in quanto biologicamente più
attivi. Esistono differenze tra tocoferolo e tocoferolo, la forma
alfa per esempio è la forma più attiva, va inoltre
sottolineato che anche le condizioni di conservazione e stoccaggio
del mangime influiscono sulla quota di vitamina E presente. Il
quantitativo di vitamina E necessario nella dieta varia non solo da
cane a cane (razza, età, soggetto..) ma anche da cibo a cibo:
cibi particolarmente ricchi di grassi (o meglio di acidi grassi
polinsaturi) per esempio richiedono un quantitativo maggiore di
tocoferolo, al contrario alti livelli di aminoacidi solforati e
selenio diminuiscono la quota di integrazione di vitamina E (il
selenio e gli aminoacidi solforati lavorano anch'essi come
antiossidanti). Il ruolo di antiossidante si combina al ruolo di
anti-tumorale: numerosi studi hanno confermato l'attività
antitumorale della vitamina E, nell'impossibilità di citarli
tutti invito i lettori curiosi a intraprendere una breve ricerca su
motori di ricerca tipo Pub Med.
La dose minima consigliata dall'AAFCO (American Association of Feed Control Officials) per animali adulti in mantenimento è di 50 IU per kg di materia secca (14 IU per 100 Kcal). Il quantitativo massimo consentito dalla stessa associazione è di 1.000 IU per kg di materia secca (28,6 IU per 100 Kcal), non si hanno tuttavia prove che un dosaggio più elevato possa essere tossico, analoghi valori sono proposti CVMA (Canadian Veterinary Medical Association). Per i cibi contenenti oli di pesce l' AAFCO suggerisce di arrivare a 60 IU per kg di materia secca. Per conoscere i quantitativi di vitamina E necessari per kg di peso dobbiamo invece rifarci alla tabella messa a punto dal National Research Council che consiglia nei cani adulti 0,5 IU di vitamina E per Kg di peso dell'animale e 24 IU per kg di materia secca, un dosaggio inferiore di quello stabilito dagli altri due enti. La veterinaria Jane Birks, nel suo libro, "Natural Care for a Healthy, Happy Dog. The Complete Guide to Nutrition and Health" suggerisce le seguenti integrazioni (parlatene con il vostro veterinario):
cani di piccola
taglia: 50-100 IU a giorni alterni
cani di taglia media: 125- 250
IU a giorni alterni
cani di taglia grande: 250-400 IU a giorni
alterni
cani di taglia gigante: 400- 600 IU a giorni alterni
Una carenza
di vitamina E si traduce in un'ossidazione delle membrane cellulari
fosfolipidiche e può presentarsi come: sterilità (nei
maschi), dermatosi, , anoressia, abbassamento delle difese
immunitarie, debolezza muscolare, problemi in gestazione.
Per quanto riguarda i problemi legati ad un eccesso di vitamina E va sottolineato che, a differenza di quanto si credeva in passato e di quanto accade per altre vitamine liposolubili, la vitamina E sembra essere decisamente poco tossica. Un eventuale surplus di vitamina E può comunque tradursi in un antagonismo con altre vitamine liposolubili (A, D, K) riducendone l'assorbimento, il tutto può portare a problemi di mineralizzazione e coagulazione.
La vitamina E è sintetizzata dai vegetali: oli e semi ne sono particolarmente ricchi, per esempio l'olio di germe di grano è una delle fonti naturali di vitamina E più comunemente citate. E' possibile ricreare una forma sintetica di vitamina E in laboratorio.
La vitamina K esiste in due forme naturali che si chiamano filochinone (vitamina K1) e metachinone (vitamina K2) e una forma sintetica il menadione (vitamina K3) creata artificialmente in laboratorio. La vitamina K1 viene sintetizzata dai vegetali a foglia verde mentre la K2 è prodotta da speciali batteri che fanno parte della microflora intestinale. La vitamina K è importante dal momento collabora ai meccanismi della coagulazione sanguigna (converte la protrombina in trombina) e alla sintesi dell'osteocalcina, una proteina che regola la presenza di calcio e fosforo nella formazione delle ossa. Sono fonte di vitamina K le verdure a foglia verde, il pesce, il fegato, gli oli di semi e l'erba medica (medicago sativa chiamata) che compare su alcune etichette sotto il nome di "alfalfa". Si stima che la quantità di vitamina K necessaria giornalmente al cane sia molto bassa e sia già presente nei cibi: l'AFCCO non raccomanda pertanto una dose minima. Carenze di vitamina K possono però verificarsi in caso di malassorbimento intestinale, disfunzioni metaboliche, problemi epatici che riducano la quantità di grassi assorbibile dall'intestino, e ingestione di anticoagulanti. Radiazioni e terapie a base di antibiotici e sulfamidici, specie se di lunga durata, possono causare carenze di vitamina K. In caso di prolungate somministrazioni di antibiotici e/o sulfamidici uno stratagemma per preservare la flora intestinale, produttrice di vitamina K, è integrare la dieta con appositi fermenti o yogurt. Una carenza di vitamina K può portare a emorragie e difficoltà di coagulazione. Le forme naturali di vitamina K (K1 e K2) sono considerate non tossiche mentre il menadione (vitamina K3) somministrato a un dosaggio molto alto può causare anemia e itterizia. La letteratura riporta un solo caso di intossicazione da vitamina K. La CVMA (Canadian Veterinary Medical Association) stima il dosaggio massimo di vitamina K pari a 2,000 IU/Kg di materia secca equivalenti a 57 IU per 100 kilocalorie.
Hand, Thatcher, Remillard, Roudebush et al. "Small Animal Clinical Nutrition 4th Edition". Mark Morris Institute.
Jane Birks DVM, "Natural Care for a Healthy, Happy Dog. The Complete Guide to Nutrition and Health", 1999, Penguin.
